Informazioni

Informazioni generali sull’iter preoperatorio

Mario Prandi Info

Nel primo colloquio il paziente cerca principalmente nel chirurgo stima e fiducia, mentre il chirurgo deve essere accurato verso l’accertamento della situazione per proporre il  provvedimento migliore.

In un secondo contatto si ha una vera visita preoperatoria, con spiegazione nel dettaglio delle caratteristiche dell’intervento da eseguire. Non è obbligatorio che si verifichino sempre un primo ed un secondo contatto, infatti le due fasi possono coincidere in caso di situazioni semplici, o anche moltiplicarsi in situazioni più complesse.

Prima di procedere a un intervento chirurgico, semplice o complesso, va compilato e firmato il Consenso Informato. Si tratta del documento in cui si definiscono formalmente il tipo di trattamento concordato, l’avvenuta informazione con comprensione del paziente, la presa di responsabilità del chirurgo. Non è uno scarico di responsabilità da parte del chirurgo come spesso viene mal interpretato, ma è esattamente il contrario: è l’atto con cui il paziente autorizza il chirurgo a procedere e in cui il chirurgo si assume la responsabilità di quanto sta per avvenire. La presenza di un cartaceo e di una firma formalizza in cartella clinica che è stato raggiunto un accordo circa l’obiettivo terapeutico da raggiungere, che il paziente è informato anche sui rischi e sulle possibili conseguenze non desiderate non azzerabili anche con interventi eseguiti perfettamente, che sono stati illustrati tempi e modalità di convalescenza.

Completano la documentazione clinica: le fotografie che evidenziano la parte da trattare, i referti e immagini radiologiche, qualunque altra documentazione sia ritenuta necessaria.

Esami preoperatori

Devono completare il quadro clinico accertato con il colloquio e la visita specialistica e devono essere valutati nella consulenza anestesiologica preoperatoria. Tutto questo fa parte del trattamento chirurgico e ne costituisce un filtro di sicurezza che consente di conoscere la biologia del paziente da operare per adattare le terapie e minimizzare gli imprevisti e i rischi chirurgici e anestesiologici.

Per ogni intervento chirurgico è necessario eseguire (o possono essere utilizzati esami eseguiti non più di un mese prima):

  • Elettrocardiogramma
  • Esami del sangue: emocromo, PT-PTT, creatinina, sodio, potassio, bilirubina, AST-ALT.
  • Per interventi al seno va eseguita un’ecografia mammaria o dopo i 45 anni la mammografia in accordo con la prevenzione oncologica.
  • Per interventi di addominoplastica va eseguita un’ecografia addominale classica, più la misurazione delle dimensioni di ernie o della diastasi dei muscoli retti.
  • RX torace per pazienti oltre i 60 anni o forti fumatori, per interventi in anestesia generale.

In casi particolari sarà cura del chirurgo richiedere esami più approfonditi mirati sulla situazione clinica individuale.

E’ possibile che malgrado tutto questo rimangano dei dubbi. La regola fondamentale deve essere: è meglio ripetere domande e rimandare l’intervento piuttosto che lasciare piccole incomprensioni che possono causare a grandi delusioni dopo il trattamento.