Chirurgia plastica addominale

Plastica di ernie inguinali e crurali, ernie ombelicali e della linea mediana

Un’ernia è costituita da tessuto adiposo o intestinale che si fa strada attraverso normali spazi presenti nell’ambito della parete muscolare dell’addome o delle ossa del bacino. Tali spazi, presenti in tutte le persone perchè occupati da importanti strutture anatomiche, possono allargarsi e lasciar passare verso l’esterno organi e tessuti che normalmente sono contenuti nell’addome. Ne risulta una deformazione della parete addominale visibile sotto pelle.

A seconda della localizzazione del difetto si può parlare di ernia:

– inguinale (passa attraverso il canale inguinale, in cui passano i collegamenti per il testicolo o il legamento sospensore dell’utero)

– crurale (attraverso la crura dei vasi, spazio delimitato dall’osso del bacino in cui passano arteria, vena e nervo femorale)

– ombelicale ed epigastrica (difetti della linea mediana a livello dell’ombelico o sopra di esso)

– di spigelio (lateralmente ai muscoli retti dell’addome)


Nell’adulto la formazione di un’ernia è spesso manifestazione di una predisposizione congenita su cui agiscono fattori esterni che possono contribuire alla sua formazione ed aumento di volume: si tratta di tutte le cause di aumento della pressione addominale: principalmente sforzi fisici, aumento di peso, gravidanze.

Nel neonato possono avere luogo ernie ugualmente localizzate, dipendenti da un difetto di sviluppo, normalmente operate in età pediatrica. In questi casi si può parlare di ernia “congenita”, contrariamente a quella “acquisita” che si sviluppo nell’età adulta.

Dato che non esiste altra terapia se non l’intervento chirurgico e che è estremamente improbabile che un’ernia guarisca da sola, ogni ernia o tumefazione di recente formazione della parete addominale è meritevole di una valutazione da parte di un Chirurgo. Obiettivo di questa valutazione è riconoscere il problema e fornire indicazioni sulla tempistica dell’eventuale intervento, se urgente o programmabile.

Gli interventi eseguibili dipendono dalla localizzazione dell’ernia, dalla sua grandezza, dalle condizioni del paziente. Nella maggior parte dei casi si può procedere a un intervento in anestesia locale, anche utilizzando piccole protesi di materiale sintetico biocompatibile, con ricovero di poche ore. Possono anche essere associati interventi estetici, per esempio addominoplastica in presenza di ernia inguinale; solo è necessario modificare la tecnica di anestesia. In situazioni più complesse è comunque dirimente il parere del chirurgo, diverso da caso a caso.

Ricorrendo spesso a interventi in anestesia locale con poche ore di permanenza in Ospedale o Clinica, modernamente si tende a programmare l’intervento per ernia nel periodo più favorevole per il lavoro o gli impegni personali, piuttosto che cercare di evitarlo rimandandolo indefinitamente nell’attesa di disturbi notevoli o portando il cinto erniario come si faceva anni addietro quando gli interventi erano più complessi.

In situazioni ordinarie la ripresa delle normali attività di relazione di base, della guida, dei lavori sedentari, avviene entro una settimana; le attività fisiche più intense o gli sport devono essere rimandati per almeno 20-30 giorni dall’intervento.

Ogni qualvolta si affrontano situazioni particolari, ovvero ernie di dimensioni notevoli, pazienti affetti da malattie di base, necessità di anestesia generale, ecc., il Chirurgo dovrà fornire adeguate spiegazioni sulla tipologia di situazione specifica.


Altre informazioni più complete sono presenti sul Modulo di Consenso Informato per intervento di ernia inguino-crurale ed ombelicale-epigastrica.